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09/04/2018, 16:41

Orologi, riparazione, laboratorio





 Per il buon funzionamento dei movimenti è necessario che l’attrito tra le componenti sia minimo, e proprio per questo la lubrificazione è fondamentale.



Che sia un orologio al quarzo, meccanico a carica automatica o meccanico a carica manuale... la differenza è minima. Gli orologi, antichi o moderni che siano, con complicazioni o semplici, sono sempre comunque composti da centinaia e centinaia di piccole componenti quali ruote, leve, ponti, viti e molte altre, che agiscono e lavorano sotto sforzo giorno e notte tutti i giorni.A prescindere dalla loro robustezza e dalla qualità della fornitura nulla è eterno, e la manutenzione è comunque necessaria. Va da sè che una lubrificazione periodica sia fondamentale. Anche negli orologi al quarzo, nonostante manchi la molla ed avendo un’usura inferiore rispetto ai meccanici, il ruotismo va lubrificato.

La lubrificazione, punto essenziale

Per il buon funzionamento dei movimenti è necessario che l’attrito tra le componenti sia minimo, e proprio per questo la lubrificazione è fondamentale. La viscosità dell’olio fa si che le parti meccaniche "scivolino bene" tra loro riducendo l’attrito, preservandole al contempo anche da eventuale ruggine.Pur usando i lubrificanti corretti delle migliori qualità il tempo trascorre comunque ed altera l’effetto lubrificante degli oli. Il risultato dopo anni è quello di un impasto oleoso frenante che blocca/rallenta l’andamento l’orologio nel momento in cui la sua forza frenante diventa superiore rispetto alla forza motrice della molla di carica.La mancata lubrificazione per lunghi periodi (5-10-15 anni) porta al grippaggio. Quando un orologio ha grippato il danno è già stato fatto, e l’intervento da eseguire non è più di regolare manutenzione ma diventa a tutti gli effetti un intervento di riparazione con costi superiori.
 

La manutenzione: cos’è?

La regolare manutenzione, o revisione, dell’orologio consiste nello smontaggio totale di ogni singolo pezzo. Ogni componente viene quindi controllato (ruota per ruota e sedi) e vengono asportate le incrostazioni di olio lubrificante secco; attraverso liquidi chimici si effettua un lavaggio degli elementi ed infine viene tutto rimontato oliando ed ingrassando le varie parti che lavorato in possibile attrito. Il meccanismo viene poi tarato, viene rimontato il quadrante, il gioco sfere, il vetro e viene eseguita la prova di impermeabilità se necessaria. 

Il controllo della marcia

Appurato che i ruotismi trasmettano la giusta forza, che la molla di carica sia efficiente e che la lubrificazione sia stata eseguita a regola d’arte, la fase finale è quella di taratura dell’orologio. E’ l’operazione fondamentale che porta l’orologio ad esser più o meno preciso ed a "spaccare il secondo".La regolazione della marcia nelle varie posizione viene eseguita con l’ausilio di un crono-comparatore. Questo strumento fornisce contemporaneamente tantissime informazioni necessarie a valutare lo stato del movimento rimontato: l’errore di marcia al giorno, l’errore di battuta in microsecondi, le alternanze orarie... Solo quando i dati ricevuti sono accettabili si procede alle fasi finali della manutenzione.

L’abbigliamento dell’orologio:  lucidatura e rimessa a nuovo della cassa e  del bracciale

Una volta completati gli interventi sulla meccanica si procedere a rendere idonea la cassa che ospita il movimento. Cassa e bracciale vengono lavati, lucidati (e/o satinati se necessario), quindi nuovamente lavati con l’ausilio della vasca ad ultrasuoni e poi asciugati.Il movimento viene poi incassato e vengono sostituite le guarnizioni vecchie. L’orologio viene infine chiuso e sottoposto ai test di impermeabilità ed alle verifiche di autonomia e funzionamento.A completamento di tutti i precedenti viene di associata una garanzia dell’intervento svolto e della componentistica sostituita.



27/01/2018, 14:08





 È il primo Clifton a ospitare il nuovo Calibro Baumatic realizzato da Baume Mercier in collaborazione con ValFleureur e le aziende del Gruppo Richemont



Segnatempo con cassa in acciaio dalle linee classiche con ampi quadranti e sobri cinturini neri. Sono i connotati tipici dell’orologeria Baume & Mercier, grande nome del passato che, nonostante la decisione del gruppo Richemont di posizionarla in una fascia di prezzo medio-bassa, ha sempre mantenuto un’ottima qualità. Ma per poter offrire prodotti di buon livello, a prezzi abbastanza accessibili, per i movimenti la Maison di Ginevra si è sempre affidata a produttori esterni animando i suoi segnatempo con Calibri base ETA e Soprod, con gli ultimi - dopo i contingentamenti imposti da Swatch Group - diventati i fornitori ufficiali. Con il Baume & Mercier Clifton Baumatic presentato al SIHH le cose cambiano e così anche nel futuro: il brand presenta il proprio nuovo movimento denominato Baumatic - sigla cal. BM12-1975A.
Il Clifton Baumatic 10436 è un segnatempo elegante in acciaio da 40 mm, con quadrante bianco e rifinitura effetto porcellana abbinato a un cinturino in pelle di alligatore nero. È il primo Clifton a ospitare il nuovo Calibro Baumatic realizzato da Baume Mercier in collaborazione con ValFleureur e le aziende del Gruppo Richemont che com’è ovvio, se pur per la fascia alta, non hanno certo il minimo problema a realizzare un movimento in-house.
Provvisto di carica automatica, la sua riserva di carica di 120 ore - 5 giorni - è molto interessante. È ottenuta grazie a un bariletto con elementi in lega speciale.
Guarda lo spot di presentazione qui.

16/08/2017, 17:00

Orologi, orologio, storia



L’orologio,-una-storia-affascinante-che-segue-la-storia-dell’uomo


 La storia dell’orologio segue le tappe del cammino dell’uomo, il suo fare i conti con gli anni, i giorni, le ore, i minuti che passano. Per questo la storia dell’orologio non può che partire dalla storia dell’uomo



La storia dell’orologio segue le tappe del cammino dell’uomo, il suo farei conti con gli anni, i giorni, le ore, i minuti che passano. Per questo lastoria dell’orologio non può che partire dalla storia dell’uomo primitivo cheper necessità divise il tempo, osservando la luna, in 28 giorni.Poi verso il 3.000 a.C. i sacerdoti babilonesi iniziarono a dividere ilgiorno in 24 ore. Per vedere però all’opera i primi veri e propri strumenti dimisurazione del tempo dobbiamo attendere gli  egizi che, intorno al 1500a.C. usavano i primi strumenti per la misurazione del tempo, con quadrantisolari (meridiane): un’asta illuminata dal sole proiettava l’ombra su unquadrante graduato che indicava il passare del tempo. Sempre agli egizi risale,circa due secoli dopo, l’invenzione del primo orologio ad acqua: si trattava diun vaso da cui l’acqua sgocciolava da un buco e l’ora veniva determinata inbase alla quantità d’acqua che rimaneva nel vaso. I greci invece misuravano iltempo riservato a ciascun oratore che prendeva parola nell’agorà con clessidrecontenenti acqua. Nel frattempo i romani iniziarono a suddividere l’anno in 12 mesi mentregli arabi perfezionarono in senso tecnico-matematico le meridiane e le clessidremeccaniche con un sistema di pesi e contrappesi, come testimonial’orologio dato in regalo dal califfo Harum-al-Rachid (763-809) all’imperatoreCarlo Magno (742-814) e descritto dal biografodell’imperatore, Eginardo: "un meccanismo, mosso dall’acqua, indicantele ore che erano annunciate da un numero uguale di piccole biglie di bronzo,cadenti in un bacile (...). A metà, dodici cavalieri si sporgono da dodicifinestre che si richiudono dietro di loro (...)". I bizantini, famosi peri loro orologi monumentali, oltre agli esemplari idraulici ne costruivano anchea olio: il tempo era misurato in base alla durata della combustione. Famosol’orologio idraulico, con uccelli meccanici cantanti, che ancora nel 1211svettava sulle torre dell’ippodromo di Costantinopoli. La storia dell’orologio meccanico in senso stretto, seppur ancoraimpreciso, ha una radice europea, debuttando nel basso Medioevo, attorno al1200, per il campanile di una chiesa. Per contrastare le imprecisioni sidiffuse l’uso di rimettere questi primi orologi sull’ora esatta a mezzogiorno,quando il sole tocca il punto più alto sull’orizzonte. Poi l’adozione diorologi meccanici veri e propri, dotati di un sistema di pesi e contrappesi,anche collegati a delle campane, aprì l’epoca degli orologi-monumento che dal14° secolo in poi abbelliranno soprattutto le chiese. Per i primi esemplari di orologi mobili, da portare con sé, da indossareinsomma, ci vorranno circa altri 200 anni. Nel corso del 1500 fu introdotto il calendario gregoriano ( decreto dipapa Gregorio XIII, 1585). Sempre a partire dal 1500 anche l’orologeria mobile muovei suoi primissimi passi: erano orologi che venivano portati, a mo’ di collanacon un ciondolo, al collo. I primi modelli erano dunque solo per signore e nonper uomini. Nacquero in quel periodo anche i primi orologi con una solalancetta, soltanto quella delle ore, con la possibilità di approssimazione alquarto d’ora. Si deve attendere il 17° secolo per un ulteriore progressonella storia dell’orologio e cioè l’applicazione del pendolo agli orologieffettuata da Galileo Galilei e dell’olandese Christiaan Huygens a metà 1600.Intorno al 1670 un nuovo meccanismo denominato a scappamento sostituirà ilmeccanismo del moto alternato del pendolo con il moto rotatorio prodotto da unacorona. Lo stesso Huygens inventerà quindi un sistema costituito da unbilanciere con molla a spirale: nascevano così gli orologi da tasca (1674) chepotevano funzionare anche in movimento mentre finora qualsiasi tipo di orologioaveva bisogno di stabilità. La storia dell’orologio era pronta a fare il suo ingresso nella modernitàcon la produzione industriale degli orologi che ha inizio nel 18° secolo, inEuropa, in Germania e Svizzera per la precisione, per poi estendersi nel secolosuccessivo agli Stati Uniti e al Giappone. Il primo vero orologio da polso èdatato 1868 e porta la firma dell’azienda svizzera di orologi Patek Philippe.L’esemplare venne realizzato per la contessa ungherese Koscowicz. Il primoorologio da polso per uomini (il Santos) fu invece opera del famoso orologiaiofrancese Louis Cartier che lo realizzò nel 1904 per il suo amico aviatoreSantos Dumont. Prima di allora l’orologio da polso era rimasto un accessorio prettamentefemminile, quasi fosse un’estensione tecnologica del bracciale, mentre gliuomini continuavano a usare quello da taschino. All’orologio meccanico seguirannogli orologi elettrici tra cui quelli al quarzo, inventato negli Usa nel 1928 daW. Horton e W. A. Morris e molto più preciso di quello meccanico: la misura delpassare del tempo è determinata dalle oscillazioni di un cristallo al quarzo. Iprimi esemplari erano molto ingombranti ma nel 1960 erano già stati approntatii primi modelli di orologi da polso. Il primo orologio da polso con displaydigitale risale invece al 1971. Una forte innovazione nella produzione diorologi su larga scala è stata apporta dal gruppo Swatch a inizio anni ’80. La produzione industriale odierna di orologi segue le ultime innovazionitecnologiche (orologi smart e/o connessi a smartphone) e le mode: sempre piùspesso oggetti di lusso o di tendenza e sempre meno strumenti per il computodel tempo. In ogni caso ci si può sempre indirizzare ancora oggi su un vero eproprio oggetto contraddistinto da originalità e qualità, scegliendo unorologio realizzato da maestri artigiani e orologiai.







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